Avvenire - L’indice a cura di Mirella Poggialini
27/09/2009
Raitre, tv testimone del Concilio
Un’operazione cospicua di analisi, quella operata da Alberto Melloni nel suo denso lavoro sul Concilio Vaticano II che Raitre, ne La Grande Storia, ha proposto venerdì in prima serata. A quasi mezzo secolo di distanza, la grande assemblea che ha dato un’impronta determinante alla Chiesa del ventesimo secolo e alla sua storia è stata ripercorsa negli antecedenti e nelle origini, sottolineando la unicità di un’adunanza che per la prima volta dopo secoli poneva insieme tutti coloro che la Chiesa vivevano e guidavano, per dare nuova forma e rinnovata coesione alla comunità dei credenti. Con lavoro minuzioso nel quale ogni dettaglio era spiegato e documentato, gli autori hanno costruito, arricchendo la narrazione d’immagini d’epoca illuminanti, il quadro di un mondo che negli Anni Sessanta era animato da una fortissima volontà di cambiamento e che rifiutava ogni adesione passiva a moduli e a riti di eredità remota. Bene ha fatto, con obiettivo coraggio, lo storico che ha presentato, del Concilio e delle sue varie fasi, gli aspetti anche stridenti e controversi, che hanno tracciato un quadro realistico delle tensioni e delle contrapposizioni che il popolo di Dio ha vissuto nel tempo. E se l’esame degli argomenti capitali sui quali si sono accentrate dispute e controversie, nelle discussioni dei documenti, ha mostrato qualche difficoltà per l’esposizione di sottigliezze non comprensibili a tutti, il film ha avuto il merito di costituire una autorevole pagina di storia in cui i riferimenti erano ricchi e precisi, avvalorati dalle immagini di coloro che nel Concilio furono più attivi. A testimonianza, dell’importanza della televisione, come fedele custode, che per la prima volta seguì le varie fasi dei lavori e ne conservò ogni traccia. Voci e volti si sono avvicendati su uno sfondo che citava anche gli altri fatti capitali del mondo, in uno scorcio di eventi spesso tragici: un passato recuperato, con competenza e amore, nella sua vitalità ancora attuale.
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